CRONACA/ “NO MELONI DAY” E NON SI E’ PIU’ ITALIANI
Di
Alessandro Tumminieri. In tanti oggi 15 novembre, i ragazzi che hanno
partecipato alla manifestazione soprannominata “No Melony day” indetta in 35
città italiane. La città in cui si sono avuti maggiori scontri è stata Torino,
affollata anche per le Atp Finals, in cui quindici poliziotti sono dovuti
andare al Pronto Soccorso per intossicazione a seguito di un ordigno
artigianale, lanciato in mezzo alle forze dell’ordine, che all’esplosione ha
emanato esalazioni urticanti.
Sono circa
quattrocento i ragazzi che stamattina hanno “marciato”, partendo da piazza XVII
Dicembre, con cori e fumogeni e che si è poi diretta verso l’Ufficio scolastico
regionale di Corso Vittorio Emanuele II. Molte le strutture che nel corso della
manifestazione sono state occupate e danneggiate tra cui il McDonald e il
Burger King situati vicino alle facoltà umanistiche davanti al Palazzo Nuovo
per poi successivamente, prima facendo fuggire tutti i turisti che si trovavano
all’interno poi salendo fino alla prima balconata, la Mole Antonelliana, per
sostituire dal pennone la bandiera italiana, precedentemente imbrattata con
vernice spray, con quella palestinese.
Manifestazione
che ha vissuto anche momenti nostalgici con il gesto delle tre dita, compiuto
da ragazzi che molto probabilmente non erano neanche nei pensieri dei loro
genitori a quei tempi, ad indicare la pistola P38 famosa durante gli anni di
piombo, come avveniva nei cortei degli anni 70 e all’inizio degli anni 80.
Come in
tutte le manifestazioni avvenute da un anno ad oggi, non poteva mancare la
parentesi riguardante la questione Palestina. Nel corso del corteo, molti
manifestanti appartenenti al collettivo Osa (Opposizione Studentesca
d’Alternativa) hanno innalzato dei cartelli con i volti degli esponenti
politici italiani macchiati con un’impronta insanguinata di una mano e che
secondo loro, come anche scritto sui cartelli, sono “Complici del genocidio”. Tra
i volti raffigurati troviamo ovviamente IL PRESIDENTE del Consiglio, Giorgia
Meloni, Matteo Salvini, Antonio Tajani, Guido Crosetto e anche addirittura la
segretaria del Pd Elly Schlein. Nel corso della manifestazione, gli studenti
hanno anche dato fuoco a un fantoccio raffigurante il ministro dell’Istruzione
e del merito, Giuseppe Valditara.
Non è
mancato di certo l’immediato commento di Matteo Salvini che definisce i
manifestanti “zecche rosse” continuando poi con parole di indignazione nei
confronti sia del tipo di manifestazione che è stata portata avanti,
all’insegna della violenza e dell’odio, sia per quel che riguarda il ferimento
di 15 poliziotti. “Brutta manifestazione dell’estrema” sono queste, in sintesi,
le parole che per Matteo Salvini descrivono al meglio la manifestazione di
questa mattina. Anche il ministro Giuseppe Valditara, altro principale
bersaglio della protesta come così su X “Valditara a testa in giù urlavano
sotto il ministero. E sarebbero questi gli interlocutori democratici? La scuola
italiana non ha bisogno di replicanti degli estremisti degli anni 70”.
Non sono
tante le parole che si possono aggiungere a quello che già è stato detto e a
quello che è stato fatto oggi durante questa manifestazione, orrenda, che ha
portato al ferimento di 15 agenti di polizia e che ha portato a far primeggiare
la bandiera palestinese a quella ITALIANA.
Forse è
proprio questo senso di essere italiani che, nell’ultimo anno a partire dal 7
ottobre 2024, si è perso.
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