CRONACA/ YAHYA SINWAR, COLPITO E AFFONDATO

 Di Alessandro Tumminieri. Oggi, 17 Ottobre, dopo uno scontro a fuoco avvenuto a Rafah nel Sud della Striscia di Gaza, il corpo di Yahya Sinwar è stato identificato dall’esercito Israeliano insieme ad altri due corpi di terroristi di Hamas.

Da poco salito a capo di Hamas, dopo l’uccisione di Haniyeh e Deif, Sinwar era stato colui che il 7 Ottobre di un anno fa, aveva organizzato, in maniera impeccabile, l’attacco contro Israele, raggirando Netanyau e tutti i sistemi dei servizi segreti israeliani.

Salito al potere di Hamas nel 2017, era stato succeduto prima da Deif e dopo proprio da Haniyeh morto lo scorso luglio a Teheran dopo un improvviso di Israele, era rimasto l’unico sopravvissuto che conoscesse alla perfezione le fila interne di Hamas.

Yahya Sinwar, nasce nel 1962 in un campo profughi situato a Kahn Younis, nel sud della Striscia, nonché proprio la roccaforte dove fu organizzato il massacro del 7 ottobre. Sinwar trascorre, dal 1988, 23 anni in carcere ad Israele condannato a 4 ergastoli per svariati reati, tra cui omicidio e rapimento. Fu pedina di scambio, nel 2011, insieme ad altri mille prigionieri palestinesi, per il soldato israeliano, Gilad Shalit, ostaggio di Hamas dal 2006. Dal 2015 poi finì nella lunga lista dei terroristi internazionali del dipartimento di Stato americano.

Che non sia stata proprio questa la mossa sbagliata di Yahya Sinwar, quella di risalire di nuovo al comando di Hamas, non lo possiamo dire. Quello che possiamo affermare con certezza è che, il 7 ottobre 2023, grazie alla sua organizzazione di quel tragico attacco ha scaturito in Netanyau, a Israele in generale, un senso di rivalsa, di vendetta, non avendo pietà per nessuno, terroristi e non, all’interno della Striscia di Gaza, facendo decina di migliaia di morti.

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