CRONACA/ COMPLOTTO O ERRORE DI SICUREZZA
Di Alessandro Tumminieri. Gli ultimi due giorni sono stati scanditi dalla notizia che ha spiazzato tutti quanti, il tentato omicidio nei confronti dell'ex Presidente e candidato per le nuove elezioni, Donald Trump, durante un suo comizio in Pennsylvania.
Freddato immediatamente, dalle forze dei servizi segreti che sorvegliavano la zona, il 20enne Thomas Mattehw Crooks, che con un fucile semi-automatico AR-15 (famoso negli Stati Uniti perché accessibile a tutti economicamente e usato per compiere altre stragi). Non si sa ancora molto riguardo la vita del ragazzo, ma le uniche notizie che abbiamo di lui sono, il fatto che a scuola veniva spesso bullizzato dai suoi compagni, che era stato premiato come miglior studente grazie alle sue doti matematica dalla quale aveva ricavato 500 dollari, che aveva fatto una donazione di 15 dollari per il partito democratico nonostante lui fosse segnato nella lista elettorale come Repubblicano e soprattutto che in un video aveva detto esplicitamente di odiare. Non si sa con certezza quale sia stato il movente di questo gesto folle ma per adesso si escludono con quasi certezza motivazioni politiche.
Ma si poteva evitare tutto ciò? Da quanto riportato in alcune testate giornalistiche, il cecchino sarebbe stato scoperto da un agente di polizia mentre era sopra il tetto dell'edificio posto a 130-150 metri dal palco dove si trovava Trump, ma vedendosi puntata l'arma addosso, impaurito è sceso dall'edificio. Ma la domanda che ci poniamo a cui ancora nessuno può dare risposta è: perché questo agente non ha avvertito nessuno? Era tutto architettato per far in modo che Trump prendesse più voti? Nessuno lo sa, ci sono pensieri contrastanti in merito, per cui qualcuno crede sia tutta una messa in scena e chi sostiene il contrario.
Quello che sappiamo, detto da esperti di armi e di tiro, è che con un arma del genere, da quella posizione, non era poi tanto infallibile questo colpo. Ma quello più risalta sono i precedenti di Thomas Mattehw Crooks, che durante gli anni del liceo avevo provato ad entrare a far parte della squadra di tiro della Bethel Park High School, la sua scuola. Scartato immediatamente sia per i pessimi risultati che aveva riportato per quanto riguarda la mira, sia per i commenti inappropriati che aveva fatto. Quindi possiamo affermare con una certa sicurezza che per passare da essere un tiratore pessimo, ad essere un tiratore anche solamente un minimo capace, il 20enne avrebbe dovuto allenarsi 7 giorni 7 per circa 6 mesi (tempo di addestramento minimo per un tiratore) per poter arrivare preparato al giorno dell'attentato. Un'altra motivazione per la quale la riuscita del colpo era altamente difficile, per un ragazzo inesperto è il fatto che non si trovava di fronte ad un poligono di tiro, con tutta la calma e il tempo del mondo, ma si trovava a 150 metri dall'ex presidente degli Stati Uniti, consapevole che una volta iniziato l'attacco sarebbe stato immediatamente ucciso. Di conseguenza non essendo addestrato ne fisicamente ne mentalmente, il risultato dell'attentato è stato quello di aver ucciso un innocente e di essere morto lui.
Perchè quindi possiamo dire che non è stata per niente una messa in scena? Perché nessuno mai si sarebbe preso il rischio (per quanto bravo possa essere un tiratore scelto) di far partire un colpo da un'arma letale, mentre Trump si sbracciava e muoveva sopra il palco, con l'alto rischio di poterlo uccidere, solo per prendere dei voti più alle elezioni.
Intanto si sta pensando al licenziamento del capo dei servizi segreti, Kimberly Cheatle, che evidentemente in questo caso non è stata in grado di portare a termine una missione apparentemente facile.
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